giovedì 23 settembre 2010

Appunti sul Naturalismo Francese

Il naturalismo è in letteratura quel movimento che nasce in Francia alla fine dell'Ottocento come applicazione diretta del pensiero positivista e che si propone di descrivere la realtà psicologica e sociale con gli stessi metodi usati dalle scienze sociali.

> Hippolyte Taine
Il critico e storico positivista Hippolyte Taine è considerato il primo teorico del naturalismo sia per l'uso del termine stesso, che venne da lui usato in un saggio dedicato a Honoré de Balzac



> Honoré de Balzac
Precursore del naturalismo francese viene considerato lo scrittore Honoré de Balzac che nel 1842, già nella prefazione al suo ciclo narrativo "La Comédie humaine", nello stabilire i canoni delle future tendenze realiste, aveva scritto che "... il romanziere deve ispirarsi alla vita contemporanea, studiando l'uomo

> Gustave Flaubert
Lo scrittore che i naturalisti indicheranno come loro maestro sarà Gustave Flaubert, autore di Madame Bovary (1857), per la sua teoria dell'impersonalità che fa largo uso del "discorso indiretto libero".
Flaubert aveva, con i suoi romanzi, impresso una svolta radicale alla tradizione del realismo romantico.

> Émile Zola
Al metodo di Flaubert si rifà la scuola naturalistica di Émile Zola che, come scrive De Sanctis [5], è "L'artista di questa scuola. È lui, che, pur combattendo ogni tendenza convenzionale dell'arte, e atteggiandosi a novatore, ripiglia le tradizioni, e non distrugge, ma compie il romanzo psicologico e storico assorbendolo e realizzandolo ancor più nel suo romanzo fisiologico... il suo romanzo è dunque uno studio più acuto e più compiuto dell'uomo, a base fisiologica".

> I fratelli Goncourt
Tra gli esponenti del naturalismo vanno considerati i fratelli Edmond de Goncourt e Jules de Goncourt autori del romanzo Le due vite di Germinia Lacerteux pubblicato nel 1865 che si ispirava ad una vicenda vissuta e che venne classificato come il primo esempio di romanzo-documento e di romanzo vero

>Guy de Maupassant
Gustave Flaubert lo prese sotto la sua protezione e si comportò con lui come una sorta di protettore, accompagnandolo nel suo debutto nell'ambito del giornalismo ed in letteratura. A casa di Flaubert incontrò il romanziere russo Ivan Turgenev ed il francese Émile Zola, così come molti dei protagonisti della scuola realista e naturalista.

Attraverso una rigorosa applicazione delle tecniche narrative del naturalismo diede una lucida descrizione della vita della borghesia parigina, popolata da individui mediocri, ossessionati dalla ricerca di avventure erotiche e dall'avarizia, oltre che vittime di una invincibile noia. I suoi personaggi acquistano valore simbolico attraverso la banalità del loro destino, in un mondo drammaticamente privo di qualsiasi moralità.

I temi della narrativa naturalista
# la vita quotidiana con le sue banalità, le sue meschinità e le sue ipocrisie;
# le passioni morbose che dovevano rasentare il limite della patologia psichiatrica, come la follia e il crimine;
# le condizioni di vita delle classi subalterne, soprattutto del proletariato urbano che, con la sua miseria (prostituzione, alcolismo, delinquenza minorile) potessero dare un chiaro esempio di patologia sociale

Il gruppo di scrittori naturalisti (Zola, i fratelli de Goncourt, Alphonse Daudet) comincia a riunirsi periodicamente dapprima, nel 1874, con Flaubert, in una trattoria di Parigi, poi, a partire dal 1877, nella casa di campagna di Zola a Médan. Per ricordare queste serate si pubblicò nel 1880 Les soirées de Médan [Le serate di Médan], sei racconti, uno per autore, volti a fornire altrettanti “documenti umani”. Con questa pubblicazione i naturalisti sono ormai un gruppo letterario riconosciuto, unito da una precisa poetica

- Naturalismo in Italia: il Verismo

Il Italia l’influenza del Naturalismo comincia a farsi sentire fra alcuni degli Scapigliati ancora attivi negli anni Settanta e soprattutto in un critico, Felice Camerini, che fece conoscere Zola in Italia. Ma solo dopo l’uscita dell’Assommoir [L’’ammazzatoio] nel 1877 e l’entusiastica recensione che ne fece, nello stesso anno, Luigi Capuana sul <>, alcuni romanzieri e critici italiani cominciano a progettare la nascita anche nel nostro paese del <> ispirato agli stessi principi del Naturalismo francese. Questo gruppo di scrittori si riunisce a Milano fra la fine del 1877 e la primavera del 1878 e dà vita al movimento del Verismo, corrispondente al Naturalismo francese.

Il Verismo italiano accetta pienamente la cultura positivistica ma sottolinea con assai minore energia il momento scientifico e l’impegno sociale nella rappresentazione.

pur condividendo in generale la battaglia del Naturalismo francese, il Verismo italiano se ne distingue per i seguenti punti: 1) riduce la teoria naturalistica a un metodo di scrittura, mettendo in secondo piano la componente scientifica; 2) sottolinea maggiormente l’aspetto tecnico-formale, concentrando l’attenzione sulle conseguenze stilistiche dell’impersonalità ed elaborando la teoria della omologia fra i livelli sociologici della materia narrativa e livelli formali; 3) attribuisce molto minore importanza all’impegno sociale implicito nella rappresentazione.

I veristi più rigorosi sono tre siciliani, Giovanni Verga, Luigi Capuana e Federico De Roberto. Aderiscono al verismo, seppure con assai minore coscienza teorica, pure Matilde Serao, che rappresenta soprattutto la realtà napoletana, e i toscani Renato Fucini e Mario Pratesi, legati all’ambiente della <> di Fianchetti e Sonnino.

Anche se uno dei capolavori del Verismo italiano esce nel 1894 ( si tratta di I Viceré di De Roberto), la parabola sul Verismo può dirsi conclusa fra il 1889, quando viene pubblicato Il piacere di d’Annunzio, e il 1891, anno in cui Pascoli stampa Myricae. Comincia la stagione del Decadentismo.

DATE PRINCIPALI DEL NATURALISMO:
http://it.encarta.msn.com/media_102662694/Naturalismo_le_date_importanti.html

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